| |
| ROMA, 21 maggio - Dopo la gioia per la sentenza del Tas, che l’ha autorizzato a partecipare alle Olimpiadi di Pechino, per Oscar Pistorius arrivano i dolori della pista. L’atleta sudafricano, essendo privo delle gambe, corre con delle protesi in fibra di carbonio. I giudici di Losanna, ribaltando le precedenti sentenze, hanno deciso che queste appendici non portano alcun vantaggio sul piano delle prestazioni, dandogli il via libera per Pechino. Adesso, però, Pistorius deve conquistare la qualificazione. Second il suo manager Peet van Zyl, in questo momento Pistorius è del tutto fuori forma. Dedicherà tutto il suo tempo in maggio e in giugno ad allenarsi con l’obiettivo di correre i 400 metri entro il tempo limite per la qualificazione olimpica, che è fissato a 45”55. Considerando che il suo personale è di 46”33, non sarà un’impresa facile. Anche perché ha tempo fino a fine luglio. «In questo momento Oscar è del tutto fuori forma e non può competere ad alto livello - dice van Zyt -. Quindi per un po’ starà lontano dai riflettori per allenarsi duramente. Correrà i 100, i 200 e i 400 metri in alcuni meeting paralimpici (sono quattro, ndr)». Dopo avere raggiunto uno stato di forma accettabile, Pistorius comincerà a gareggiare contro gli atleti normodotati. La sua presenza è sicura in occasione dei meeting di Milano (2 luglio), Lucerna (16 luglio) e, soprattutto, Roma (11 luglio, Golden League). http://www.corrieredellosport.it |
| | |